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Innovazione e Brevetti

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La capacità di una impresa di competere con successo nei confronti dei propri concorrenti dipende principalmente dal suo patrimonio tecnologico che si può definire come l’insieme delle conoscenze necessarie per la fabbricazione dei prodotti e per l’applicazione dei procedimenti produttivi. Dal punto di vista dell’impresa, le conoscenze tecniche possono essere prese in considerazione sotto un duplice profilo: il primo, in positivo, consiste nella possibilità di farne uso ed il secondo, in negativo, consiste nell’adottare misure che ne escludano l’uso da parte dei concorrenti.
Appare evidente che per fare liberamente uso di una tecnologia l’impresa deve necessariamente individuare se esistono diritti di privativa industriale da parte di terzi. Ciò è possibile attraverso le ricerche su banche dati brevettuali alcune delle quali sono gratuite.
Mentre per escludere i concorrenti dall’utilizzo di una determinata tecnologia, l’impresa deve proteggere tale tecnologia attraverso la brevettazione.


In sostanza qualsiasi impresa deve dapprima verificare la possibilità di produrre un determinato trovato e poi se il trovato è nuovo ed originale può depositare una domanda di brevetto al fine di ottenere il monopolio sulla produzione e sulla commercializzazione.
Questo particolare utilizzo del brevetto è un cosiddetto utilizzo passivo che è tipico dell’imprenditore italiano. Mentre in tutti i paesi industriali il brevetto si utilizza soprattutto in forma attiva che sostanzialmente prevede di utilizzare il brevetto o meglio il portafoglio brevettuale come un strumento per ottenere dei vantaggi fiscali (l’acquisto di un brevetto consente un ammortamento), uno strumento per ottenere un finanziamento per l’innovazione tecnologica, uno strumento per incrementare il patrimonio dell’impresa, uno strumento per ottenere in modo vantaggioso finanziamenti bancari (appare logico che una banca finanzia più facilmente una azienda che fa ricerca e sviluppo e che protegge tale ricerca), ed uno strumento per una trattativa al fine di uno scambio di tecnologie con terzi.


Per gli enti di ricerca il brevetto poi è essenziale in quanto solo attraverso la cessione o licenza di un brevetto ci può essere un ritorno economico che poi può essere investito in ulteriori ricerche in modo da creare un circolo virtuoso ricerca-brevetto-trasferimento tecnologico- ritorno economico- ricerca ecc.. E’ da evidenziare che negli USA la maggior parte dei distretti industriali si sono sviluppati per la sinergia con gli enti ricerca tanto è vero che poi i siti industriali sono situati nelle vicinanze di tali enti di ricerca.
Una anomalia tipicamente italiana è il numero ridotto di brevetti depositati (poche migliaia) al confronto dei maggiori paesi industrializzati in cui si depositano decine di migliaia di brevetti.


Il problema italiano è sostanzialmente un problema culturale:
a) in Italia il brevetto è visto come un costo, mentre all’estero è visto come un investimento a medio e lungo termine;
b) in Italia nei momenti di crisi economica subito si taglia la ricerca e sviluppo, mentre all’estero si incrementa l’investimento in ricerca e sviluppo;
c) in Italia la maggior parte delle aziende non ha un incaricato a seguire il proprio portafoglio brevetti, mentre all’estero il portafoglio brevetti e tutta la politica brevettuale è affidata ad un dirigente;
d) in Italia non vi sono corsi universitari per le facoltà tecniche sulla Proprietà Industriale, mentre all’estero questi corsi vi sono e sono seguitissimi;
e) in Italia ogni Legge finanziaria taglia sempre più i fondi destinati agli enti di ricerca ed i fondi destinati alle aziende che al proprio interno promuovono la ricerca, mentre all’estero fanno il contrario;
f) in Italia le Università non hanno un addetto alla commercializzazione dei propri brevetti, mentre all’estero è normale che ogni singola Università abbia questi addetti;
g) in Italia le cause di contraffazione durano anni ed anni, mentre negli altri paesi industrializzati tali cause vanno a sentenza da 1 a 2 anni.
h) ecc..


Come si può intuire il panorama italiano non è affatto roseo ed è un peccato in quanto il sistema paese avrebbe notevoli possibilità.
Dopo aver analizzato i problemi italiani che si può notare sono gravi, dobbiamo sottolineare che in alcune realtà il clima sta cambiando:
a) vi sono sempre più imprenditori che hanno compreso che possono combattere i propri concorrenti stranieri non sul costo del lavoro ma sull’innovazione tecnologica;
b) vi sono alcuni ricercatori universitari che cercano e spesso trovano la sinergia con le aziende private;
c) vi sono alcune amministrazioni locali (vedi la Regione Emilia Romagna) che all’interno di progetti finanziabili considerano con particolare rilievo i progetti in cui vi siano dei brevetti e dei collegamenti con gli enti di ricerca;
d) vi sono sempre più Camere di Commercio, enti di ricerca, associazioni industriali che promuovono corsi, convegni e seminari sulla Proprietà Industriale.

 

Dott. Ing. Corrado Modugno
Studio Torta
Via Emilia Ponente, 34
40133 Bologna
Tel. 051/389122
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
http://www.studiotorta.it 

 


Ultimo aggiornamento ( Venerdì 31 Ottobre 2008 17:02 )  

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