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Secondo uno studio del CMO Council, il mercato assicurativo troppo concentrato sulle acquisizioni

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Milano, 21 dicembre 2010 - Le analisi di mercato possono essere molto rivelatrici, specie se si tratta di vendere prodotti assicurativi a clienti consolidati. Uno studio condotto dal Chief Marketing Officer (CMO) Council ha rivelato che molte assicurazioni sottovalutano le opportunità di business rappresentate dai clienti già acquisiti e si dedicano essenzialmente al procacciamento di nuovi contratti.

Secondo i risultati della recente indagine, intitolata What's Critical in the Insurance Vertical, oltre il 55% degli intervistati è titolare di una polizza assicurativa da più di cinque anni e sarebbe disposto a ricevere informazioni dalla propria compagnia su nuovi servizi e offerte. Inoltre, il 21% dei consumatori, dato sorprendente, ha acquistato o aumentato il valore della polizza dopo aver ricevuto queste informazioni. Sfortunatamente, solo il 7% delle compagnie nella “catena assicurativa” crede nelle strategie di cross- e up-selling come mezzo per incrementare i ricavi.

Il report, sponsorizzato da InfoPrint Solutions, indica che gli operatori del settore assicurativo avrebbero molte opportunità di incrementare il valore delle polizze in essere, adottando strategie di fidelizzazione mirate e data-driven, ossia “guidate” dai dati disponibili. Eppure molti preferiscono investire nell'acquisizione o nei servizi rivolti agli account più proficui o strategici.

La ricerca, inoltre, evidenzia i fattori che migliorano il coinvolgimento della clientela nella catena assicurativa. Oltre 100 operatori del mercato hanno illustrato le proprie tecniche di commercializzazione e vendita dei prodotti assicurativi e più di 1100 consumatori hanno descritto la propria esperienza nella ricerca di prodotti assicurativi e nella selezione dei fornitori. I premi assicurativi netti del settore superano ogni anno un milione di miliardi di dollari. Negli Stati Uniti si contano più di 2700 assicurazioni sinistri e responsabilità civile e oltre 1100 assicurazioni vita e sanitarie (dati Insurance Information Institute).

Le assicurazioni avvertono un senso di frustrazione per i tagli dei budget che obbligano a congelare gli investimenti nei programmi di analisi dei dati, strumenti questi davvero importanti in grado di approfondire la conoscenza dei target e di dare nuovo impulso al business creando opportunità rilevanti e mirate per la clientela.

“Senza dubbio il marketing ha il compito di generare valore e aumentare gli introiti, ma molti credono ancora che basti concentrarsi sui grandi clienti e attingere il più possibile da queste fonti. Se solo  guardassero meglio, vedrebbero l'immenso patrimonio rappresentato dai clienti 'normali' e le opportunità ancora da sfruttare” ha dichiarato Donovan Neale-May, direttore esecutivo del CMO Council, che ha aggiunto:“L'entità della polizza e l'importanza del cliente non devono essere le uniche ragioni per cui lanciare strategie di fidelizzazione e riattivazione. La vera ricchezza è rappresentata dalla stragrande maggioranza dei titolari di polizze e dal lavoro capillare degli agenti.”

Valutando la propria base di clientela, il 22% delle compagnie assicuratrici dà maggior rilievo alla spesa assicurativa totale e alla fedeltà all'azienda, piuttosto che al valore intrinseco del contratto e alle opportunità collaterali. Raramente si ricorre al cross-selling e all'up-selling: solo il 9% degli intervistati comunica con i clienti proponendo questo genere di offerte nell'ambito di una strategia di customer retention. Gli operatori, al contrario, passano al vaglio i clienti chiave per individuare i portafogli più redditizi, ignorando quasi completamente i clienti inattivi, disaffezionati o perduti.

“La paralisi dei dati può essere curata: è possibile uscire da questo circolo vizioso, perché i clienti sono disponibili a impegnarsi e a rinsaldare la relazione con gli interlocutori assicurativi di cui si fidano e da cui dipendono” ha detto Sandra Zoratti, Vicepresidente Global Solutions Marketing di InfoPrint Solutions. “È raro che un cliente fedele si dica pronto ad acquistare altri servizi e ad accrescere il valore del contratto, purché gli venga fatta una proposta interessante e significativa. So che non è facile, ma di fronte a questo invito è necessario passare immediatamente all'azione.”

Dal punto di vista del cliente

Secondo il 42% degli assicuratori, i clienti navigano in Rete e richiedono servizi self-service e opzioni sempre fruibili. Se intervistati, i consumatori affermano che le soluzioni online sono molto comode, ma apprezzano di più la chiarezza di polizze, documenti e contratti. E così, mentre le assicurazioni puntano sulle soluzioni self-service e le applicazioni online, solo il 27% dei clienti considera importante il pagamento via Internet e il 16% i tool self-service; il 40% continua a privilegiare polizze, documentazione e contratti comprensibili.

In generale, i clienti sono soddisfatti della propria assicurazione; il 12%, però, mal sopporta la quasi totale assenza di comunicazioni se non quando arriva il momento di pagare le rate della polizza. Il “silenzio” sembra essere la negligenza più grave delle compagnie assicuratrici.

  • Il 37% dei clienti  non è stato informato dell'esistenza di altre polizze o prodotti offerti dalla propria assicurazione.
  • Il 10% desidererebbe essere informato sulle altre opportunità esistenti.
  • Il 13% dubita che la propria compagnia abbia altri prodotti utili... ma non ne è sicuro.
  • Solo il 6% dichiara di ricevere informazioni sulle polizze stipulate.

“È essenziale che le compagnie agiscano subito” prosegue Sandra Zoratti. “Non possiamo permetterci di aspettare che i programmi di analisi siano perfettamente funzionanti... o che arrivino i finanziamenti per lanciare iniziative su larga scala in questo senso. Dobbiamo rispondere oggi stesso alla domanda del mercato, elaborando offerte, informazioni e contenuti mirati e rilevanti, in modo da sfruttare appieno il valore della relazione con il cliente.”

I risultati completi dell'indagine What's Critical in the Insurance Vertical sono pubblicati nel portale Precision Promotion, dove gli utenti troveranno anche informazioni e risorse sulle strategie messe a punto dai leader del settore per rispondere tempestivamente alle esigenze dei clienti e rinsaldare i legami con le società. Il report si compone di 25 pagine e contiene interviste con i responsabili del marketing assicurativo, oltre agli esiti dettagliati della ricerca.

Vai al report completo http://www.infoprint.com/internet/wwres.nsf/vwWebResources/IPS2008Icons/$file/sout.gif

CMO Council

Il Chief Marketing Officer (CMO) Council è una community internazionale nata per promuovere lo scambio di conoscenze ad alto livello, la thought leadership e la creazione di una rete di relazioni tra direttori marketing e responsabili decisionali in numerosi settori. I 5500 aderenti del CMO Council gestiscono oltre 200 miliardi di dollari l'anno in spese di marketing e si occupano di grandi campagne marketing e attività di vendita a livello mondiale. Al CMO Council e ai suoi gruppi di interesse strategico appartengono oltre 12.000 dirigenti di 100 Paesi, operanti in diversi settori, segmenti e mercati. Filiali regionali e assemblee consultive sono attive nelle Americhe, in Europa, Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa. Fra i gruppi di interesse strategico del CMO Council vi sono il CLOSE (Coalition to Leverage and Optimize Sales Effectiveness), il Marketing Supply Chain Institute, il Customer Experience Board, LoyaltyLeaders.org, l'Online Marketing Performance Institute e il FAME (Forum to Advance the Mobile Experience).

 

InfoPrint Solutions

 

InfoPrint Solutions, un'azienda del gruppo Ricoh, è un fornitore leader di soluzioni di output digitale, che unisce i 50 anni di esperienza maturati da IBM nel campo della stampa di produzione e l’eccellenza di Ricoh in fatto di innovazione tecnologica. Per maggiori informazioni, visitare www.infoprint.com. Seguiteci su Twitter: www.twitter.com/infoprint o www.twitter.com/adfsavings.   

 

Fonte: *"Intelligent Mail and ADF Adoption Trends by Print Volume and Vertical Industry", febbraio 2010, IDC Report 221835


Ultimo aggiornamento ( Giovedì 23 Dicembre 2010 17:14 )  

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